LA FIGLIA DI JORIO
Opera pittorica di Francesco Paolo Michetti.
“Nella terra d’Abruzzi or è molt’anni”
Il Michetti realizzò quello che viene da molti considerato il suo capolavoro tra la fine del 1894 e l’aprile del 1895, pervenendo a quella stesura dopo numerose prove e bozzetti realizzati con tecniche diverse. Nel 1903 Gabriele D’Annunzio portò a termine la tragedia pastorale con lo stesso titolo che fu portata in scena l’anno successivo con Irma Gramatica come protagonista.
Stesso tema quindi trattato dai due artisti che insieme rimasero fortemente impressionati e turbati da una scena che si presento loro nella piazzetta di Tocco da Casauria, paese natale di Michetti alle pendici del Monte Morrone e dei primi contrafforti della Majella, le stesse montagne che faranno da sfondo alla scena dipinta nel quadro..
Così D’Annunzio la descrive: “…d’improvviso, vedemmo irrompere nella piazzetta una donna urlante, scarmigliata, giovane e formosa, inseguita da una torma di mietitori imbestialiti dal sole, dal vino e dalla lussuria. La scena ci impressionò vivamente: Michetti fermò l’attimo nella sua tela ch’è un capolavoro; ed io rielaborai nel mio spirito, per anni, quanto avevo veduto su quella piazzetta; ed infine scrissi la Tragedia”.
Misteriosa e imponente, realizzata su tre grandi tele di sacco cucite insieme che misurano cm. 280 x 530, la tela di Michetti è “l’anima della nostra vecchia terra d’Abruzzo”, custodita gelosamente nella Sala Giunta del Palazzo della Provincia di Pescara dal 1932, anno in cui fu acquistata dall’Ente.
(per gentile concessione della Provincia di Pescara – 17.09.2009)